Matteo Renzi - Il rottamatore del PD

di David Allegranti

Dicono di noi:

Corriere Fiorentino 01/03/2011 - L'Espresso 10/02/2011 - Il Tirreno 05/02/2011 - Libero 05/02/2011

«Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli a casa, questi leader tristi del Pd».

Matteo Renzi

 

L’opera

È il 15 febbraio 2009, Matteo Renzi vince le primarie a sindaco di Firenze, di cui diventerà primo cittadino pochi mesi più tardi. Il Pd scopre una faccia nuova, se non altro seminuova, un grillo parlante che vuole rottamare i dirigenti del suo partito e si presenta con la volontà di scompaginare gli assetti classici della cooptazione. Piglio decisionista e cultura pop-populista che assume tratti veltroniani («Sono cresciuto con Kennedy e Mandela nel cuore»), il cattolico Renzi si presenta alla pubblica opinione, con cui dialoga anche attraverso internet, come un leader postideologico dalle doti taumaturgiche per il centrosinistra. Dal liceo Dante, dove già voleva rottamare qualche segretario, all’assemblea alla Stazione Leopolda dove ha riunito quasi 7.000 persone, passando per i duelli con il partito, ecco il ritratto di un giovane leader: i tic, il modello comunicativo, la musica che ascolta, la trasversalità che lo rende interessante anche agli occhi di un elettore di centrodestra, così l’«Obama dei lungarni» – come qualcuno l’ha ribattezzato – ha lanciato l’assalto alla diligenza, o meglio alla dirigenza del Partito democratico. Per ora il Cyberscout non si candiderà a essere il leader del Pd. Così almeno ha ripetuto fin dal giorno dell’intervista in cui ha detto di voler mandare in pensione D’Alema e Veltroni: «Fare il sindaco di Firenze è il mestiere più bello del mondo». Per il futuro, chissà.

 

L’autore

David Allegranti è nato nel 1984 a Firenze, dove vive e lavora. Scrive sul Corriere Fiorentino fin dal suo primo numero e su   Il Foglio.

Il prefatore

Paolo Ermini è direttore del Corriere Fiorentino. Per quindici anni ha lavorato a Milano nella sede di Via Solferino al Corriere della Sera, di cui ha ricoperto gli incarichi di caporedattore, vicedirettore e condirettore.


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