Barbini / Ciampi

Caduti dal muro


Nel 2009 saranno esattamente 20 anni e sotto quel Muro, che si sbriciolava sotto i colpi di piccone, spariva il mondo che aveva creduto nel socialismo e nella sua realizzazione. Finiva un impero che da Berlino arrivava fino alle sponde del Pacifico, tramontava di colpo il “sole dellavvenire”, cambiavano allimprovviso mappe geografiche, bandiere, nomenclature. E ora, 20 anni più tardi, cosa ne è stato di quei paesi su cui un tempo regnava la falce e martello? Per capirlo niente di meglio che un viaggio lento attraverso laltra metà del pianeta, zaino in spalla e un treno dietro laltro per attraversare le sterminate distese di due continenti, tra miserie e splendori, delusioni e incanti. Un viaggio dallEuropa orientale alla Russia, dalla Cina fino al Vietnam, alla Cambogia e al Tibet, che è anche un viaggio nel tempo, nella memoria, nellesperienza di chi, in Italia, ha coltivato il sogno della rivoluzione e poi se lè sentito scivolare tra le mani. Per diventare poi confessione e dialogo tra due scrittori divisi dallanagrafe e dalle parabole della politica – uno che ha creduto fino in fondo nelle possibilità della politica e perfino nella forza dellutopia, laltro che ha trovato ben poco a cui aggrapparsi – ma che riescono a ritrovarsi insieme: con ironia e leggerezza, come se da tante macerie potesse di nuovo spuntare unaltra speranza, fosse pure solo un altro viaggio, un altro orizzonte che si schiude.

Tito Barbini
Ha alle spalle oltre trentacinque anni di impegno nelle istituzioni toscane. Nel 1970, giovanissimo, è stato eletto sindaco di Cortona, e in questa veste è diventato grande amico di un collega francese destinato a diventare un protagonista della storia europea, François Mitterrand. In seguito è stato presidente della provincia di Arezzo e, per quindici anni, assessore regionale. Appassionato di cinema e buona letteratura, si nutre di viaggi e quando può macina chilometri in bicicletta. Con i suoi primi due libri, Le nuvole non chiedono permesso e Antartide, ha ottenuto un grande successo di pubblico.

Paolo Ciampi
Giornalista e scrittore, ha lavorato come redattore e corrispondente per diversi quotidiani, da “Il Giornale” di Montanelli a “il manifesto”. Oggi è redattore nell’agenzia di informazione del governo regionale della Toscana. Tra i suoi libri, Gli occhi di Salgari (2004), con cui ha vinto il premio Castiglioncello, Il poeta e i pirati (2005), Beatrice (2008). Un nome (2006), l’ultima pubblicazione è stata letta e discussione in occasione delle Giornate della Memoria, in numerose scuole italiane, per diventare poi uno spettacolo teatrale ed è ora in attesa di pubblicazione in Israele.


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